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Drew Michael

Drew Michael è un falegname, uno scultore, un forgiatore di maschere e un insegnante che vive in Anchorage, Alaska. È nato a Bethel, un paesino dell’Alaska occidentale, nella regione dello Yupik. Qui risiedono le popolazioni indigene degli Yup’ik e degli Inupiaq. Insieme a suo fratello gemello è stato adottato quando avevano due anni da genitori che non conoscevano nulla della loro cultura d’origine. Michael è cresciuto nella periferia di Eagle River in mezzo a 13 tra fratelli e sorelle con cui ha condiviso persino lo stesso tetto.

La sua educazione potrebbe sembrare caotica, ma lui descrive i suoi genitori adottivi come amorevoli e di supporto. “I miei genitori sono stati fondamentali nell’aiutarmi a capire chi ero” - racconta - “mi hanno fatto credere in qualcosa, e ciò è stato per me importante e prezioso”.

Se Mike ha però iniziato a creare maschere lo deve al posto in cui è nato. Prima che l’influsso dell’Occidente cambiasse il volto della cultura dei nativi d’Alaska, le comunità locali erano solite radunarsi in autunno. Invitavano amici e vicini di casa per condividere con loro racconti di storie. Si danzava e si cantava, ognuno offriva ciò che aveva raccolto, e chi raccontava una storia indossava una maschera. “Ma dopo aver ballato, dopo i riti e i racconti, gettavano nel fuoco quelle bellissime maschere per liberare la storia”, racconta Michael.

After the dancing, ceremony, and storytelling they would take these beautiful masks and put them into the ire to release the story

“Un gesto simbolico che consentiva alle storie di accedere al mondo spirituale, un modo per mettersi in contatto con l’universo”.

L’arte è entrata nella vita di Michael quando aveva 8 anni, grazie al nonno materno che era un falegname. “Mio nonno aveva un enorme laboratorio di falegnameria, e così mi ha insegnato le basi per lavorare con gli arnesi del mestiere”, dice. Quando aveva 15 anni sono però accadute due cose decisive per la vita di Michael. Suo nonno è morto e, poco dopo, suo padre ha rivelato di essere gay divorziando dalla madre adottiva. Per Michael era il primo anno di scuola superiore e improvvisamente si era ritrovato a fare i conti con tutto ciò. La madre lo ha incoraggiato a reagire, spronandolo a seguire un corso di scultura tenuto dal maestro Inupiaq Joe Senudnertuck. Un’esperienza che gli avrebbe cambiato per sempre la vita mettendogli di fronte un nuovo obiettivo da raggiungere. “È stato quando ho iniziato a pensare alla mia cultura di ‘nativo’, e ho iniziato ad abbracciarla, che ho capito quale sarebbe stata la mia strada”.

Nelle maschere realizzate da Michael vengono utilizzati oggetti tradizionali come ossa e piume, e materiali moderni come chiodi e metallo. Le sue opere sono profondamente personali. Questo aspetto è emerso soprattutto nel momento in cui Michael ha dovuto rivelare a se stesso la sua sessualità, un po’ per come era accaduto a suo padre adottivo anni prima. Un’altra esperienza forte a cui Michael ha dato forma attraverso il suo lavoro. È grazie alle sue maschere se Michael in quella fase complessa della vita ha capito chi era e quale sarebbe stato il percorso che avrebbe dovuto seguire. Da allora ha continuato a viaggiare per ampliare i suoi orizzonti, ma l’Alaska rimane essenziale per le sue creazioni oltre a essere la sua casa. “Tutti abbiamo bisogno l’uno dell’altro qui. È bello sapere che la gente si prende cura degli altri”.