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La magia dei cani da slitta

Shawn Williams è originario del Texas e in Alaska ci è finito dopo aver accettato una sfida. Durante un viaggio in macchina di tre mesi negli Stati Uniti che stava facendo insieme al fratello, Shawn ha fatto una scommessa con un suo amico: fare la stessa cosa in Alaska. Un’impresa non da poco, considerato che attraversare via terra l’Alaska senza imbattersi in distese di ghiaccio o territori inaccessibili è praticamente impossibile. Shawn però non si è lasciato intimorire. Dopo aver fallito un primo tentativo di percorrere in lungo e largo il Canada a bordo di un SUV, ha deciso di tornare in Texas e pianificare da lì la sua rivincita. “Ho trovato un lavoro a Juneau” - racconta - “Conducente di una muta di cani da slitta per turisti, un business in crescita nell’area di Big Lake durante l’inverno. Dopo le prime escursioni, ho deciso di non fermarmi più”. Oggi Shawn vive in una località non distante da Big Lake, un’area remota circondata da miglia e miglia di natura selvaggia. Alcuni hanno ribattezzato il lavoro che fa ‘dog sledding’; nel Regno Unito lo chiamano ‘husky sledding’. In Alaska, molto più semplicemente, ‘dog mushing’, ovvero ‘guidare i cani’. La pratica di usare i cani per tirare le slitte risale ad almeno il 2000 a.C. Le prime testimonianze di ciò si sono avute in Siberia e Nord America. Molte comunità indigene hanno usato i cani per trainare merci. Ancora oggi, quando ce n’è bisogno, i cani da slitta vengono utilizzati per i trasporti in sostituzione alle motoslitte. Grazie ai cani, equipaggiamenti, legname, beni di prima necessità riescono ad arrivare a destinazione anche nelle condizioni climatiche più avverse. I cani da slitta sono anche protagonisti di competizioni sportive, soprattutto in Nord America, nelle Alpi e nell’Europa settentrionale. Le gare internazionali importanti si contano sulle dita di una mano. La più famosa si chiama Iditarod Trail e si svolge in Alaska. Le squadre partecipanti devono essere composte da un conducente e da 21 cani, 6 dei quali posizionati alla fine della slitta. Le squadre devono percorre circa 950 miglia in meno di 16 giorni.

Le raffiche di vento gelido, le bufere di neve e le temperature glaciali rendono la gara estremamente impegnativa. Per Shawn è proprio questo l’aspetto più bello della gara. “Sei alla guida di un gruppo di fulmini” - dice - “Devono avere fiducia in te. Devi sempre cercare di dosarne le forze, rallentarne il passo quando è necessario e far raggiungere loro la migliore andatura”. Con le nuove tecnologie che ormai stanno avendo il sopravvento su ogni forma di tradizione, Shawn vede in questa corsa un modo per preservare i cani da slitta e tutto ciò che rappresentano per lui e per le antiche comunità indigene. “Le cose sono molto più semplici: sei solo tu e i tuoi amici animali”. Shawn ha stretto un legame fortissimo con i suoi cani e con il posto in cui vive adesso. Si è lasciato alle spalle il caos e la frenesia dei grandi agglomerati urbani in cui era stato prima di conoscere l’Alaska. “Qui, soprattutto quando sei sulla slitta insieme ai cani, ti aggrappi a loro, ti allontani da tutto, ti perdi nei boschi. Come una magia, l’atmosfera fredda e nevosa rasserena il mondo. Ti concentri solo su ciò che è davanti a te, è come fare meditazione ma continuando a muoversi”.

You just focus on what is right in front of you, and that's really like moving meditation