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Brian Adams

Brian Adams è un fotografo nato e cresciuto in Alaska. “Amo gli abitanti dell’Alaska, e adoro documentare la loro vita. La mia passione è l’Alaska rurale, specialmente gli abitanti dei villaggi”, racconta. Adams ha un profondo legame familiare che lo attira verso questi luoghi e queste persone. La sua famiglia paterna è originaria di Kivalina, una piccola comunità di 350 anime della costa nord-occidentale dell’Alaska. Lui è cresciuto tra le città di Girdwood e Anchorage, andando sullo skateboard. “Non sono cresciuto nei villaggi, ma la mia fotografia è un modo per sentire più vicina la mia cultura d’origine”, dice.

Nel 2013 l’Università dell’Alaska ha pubblicato I Am Alaskan, una raccolta di ritratti fotografici scattati da Adams nell’arco di dieci anni. Una panoramica volutamente ampia della sua terra d’origine che include sia contadini dei villaggi sia operai accanto ad artisti, scrittori e musicisti. Il suo intento è mostrare che l’Alaska moderna ha molto più da offrire delle temperature glaciali, del petrolio o della vita selvaggia. Le immagini sono vibranti e suggestive; i soggetti ritratti nelle fotografie appaiono in contrasto con il contesto brullo e desolato dei paesaggi naturali. Ma soprattutto le fotografie catturano lo spirito e l’unicità di coloro che scelsero di chiamare casa “l’ultima frontiera”.

I wasn't raised in the village, but my photography is a way for me to connect and feel closer to my culture

Per il suo ultimo progetto, I am Inuit, Adams ha lavorato insieme all’Inuit Circumpolar Council of Alaska. L’idea era di mettere in relazione il mondo con gli Inuit dell’Alaska (Inupiat, Yup’ik, Cup’ik e St. Lawrence Island Yupik) e l’Artide. Una vera e propria impresa, talvolta, dato che alcuni villaggi sono raggiungibili solo con un tipo particolare di aeroplano. “Ho viaggiato in circa 20 villaggi nell’arco di un anno”, racconta. “Volevo raccogliere più ritratti e interviste possibili e condividerli sui social media”. È così che ha iniziato a trovare somiglianze tra i villaggi. “Bisogna essere un tipo speciale di persona per vivere sempre in Alaska”. Il progetto punta l’obiettivo su quelle comunità con cui la maggior parte delle persone non è mai entrata in contatto. Le immagini e le storie sono ricche, illuminanti e descrittive. L’aver condiviso in diretta il progetto su internet, gli permette di raggiungere un ampio pubblico, offrendo al mondo intero la possibilità di scoprire l’Alaska in pochi clic.

Gli inverni in Alaska sono lunghi, bui e freddi, per questo molti abitanti del posto aspettano con impazienza l’estate quando i giorni sembrano quasi non finire mai. Per un fotografo come Adams, non c’è nessun posto dove preferirebbe trascorrere i mesi più caldi. “Quando ti svegli la mattina c’è già la luce. Quando vai a dormire il sole sta appena sorgendo”, dice. “Puoi fotografare sempre. Ed è una cosa che adoro”.